You are currently browsing the category archive for the ‘Islamizzazione’ category.

Ovunque nel mondo vi sia un Paese a maggioranza islamica, ma non solo, covano focolai di guerra e scoppiano continuamente tumulti e conflitti scatenati dalla famosa “religione di pace”. È sotto gli occhi di tutti quello che è accaduto proprio in questi giorni in Pakistan: tutte le chiese chiuse, i cristiani costretti a rimanere in casa per non essere uccisi, nelle strade fiumane urlanti che reclamavano a gran voce la morte per Asia Bibi. Ma cosa ha fatto Asia Bibi per meritare la morte? Ha bevuto ad una fontana vietata ai cristiani e si è difesa dagli insulti a lei rivolti in quanto cristiana con le seguenti parole: “Gesù è morto per me. Che cosa ha fatto Maometto per voi?”. Accusata di blasfemia e condannata alla pena capitale, finalmente assolta dopo dieci anni di durissimo carcere, è stata trattenuta in prigione e liberata solo oggi, probabilmente in seguito all’ingiunzione da parte di qualche potente personaggio di rispettare la sentenza emessa dalla Corte Suprema pakistana. La sua famiglia è comunque ridotta allo stremo, perché nessuno può uscire per acquistare i viveri, il giudice musulmano che l’ha assolta rischia la vita, come pure il suo avvocato, Saif ul-Malook, che ha dovuto lasciare in gran fretta il Pakistan.

Di fronte a tanto odio spietato e a tanta palese ingiustizia, la Chiesa cattolica e le Autorità politiche occidentali si sono chiuse a lungo in un silenzio vergognoso, non sapendo ovviamente cosa dire, dopo avere per decenni incoraggiato e favorito l’invasione dei Paesi europei da parte di centinaia di migliaia di musulmani, i quali si sono ormai organizzati in vere e proprie enclavi presenti dappertutto nelle nostre città e pronte ad esplodere, come sta accadendo appunto in Francia, dove il generale Pierre de Villiers ha fatto presente a Macron la mancanza di uomini e mezzi per fronteggiare le rivolte nelle periferie.

Quello che avviene in Pakistan e in Francia è dunque qualcosa che ci riguarda tutti da vicino, e che tra non molto potrebbe capitare anche da noi, come è stato profetizzato dalla Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola il 12 aprile 1947: «Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre, quando gli sarà dato di farlo». Anni dopo, il 21 luglio 1998, lo stesso Cornacchiola scriverà nel suo diario: «Ho sognato che musulmani circondavano le chiese e chiudevano le porte e dai tetti gettavano benzina e davano fuoco, con dentro i fedeli in preghiera e tutto andava a fuoco», e il 17 febbraio 1999 aggiungerà: «Ma perché gli uomini responsabili non vedono l’invasione dell’Islam in Europa? Qual è il fine di queste invasioni? Non si ricordano più di Lepanto? Oppure hanno dimenticato l’assedio di Vienna? Non si può vedere un’invasione pacifica quando uccidono nel loro paese islamico coloro che si dichiarano cristiani o si convertono a Cristo. Non solo questo, ma non ti permettono di costruire chiese né di fare proseliti».

Il 28 giugno 2003 il santo pontefice Giovanni Paolo II rivolgeva ai cristiani, che già allora vivevano a quotidiano contatto con i musulmani in Italia e nel mondo, un appello affinché si impegnassero a conoscere a fondo l’islam per potersi confrontare con esso in modo consapevole (Ecclesia in Europa, n. 57), appello poi ripreso e ribadito da Benedetto XVI a Colonia, il 20 agosto 2005. Per rispondere a tale richiesta,  che si fa sempre più urgente, e cercare così di prevenire e arginare – nei limiti del possibile, con gli strumenti della cultura – le tante stragi, distruzioni e sofferenze annunciate che attendono l’Occidente europeo, visto che i musulmani non si fanno certo scrupolo di dichiarare apertamente i loro intenti, l’abbé Guy Pagès ha scritto un libro intitolato Interrogare l’islam, 1501 domande da porre ai musulmani, (Éditions D.M.M., 3e éd., Poitiers 2015), pubblicato anche in Italia e facilmente reperibile sia in internet che in libreria. In esso l’Autore, un sacerdote francese che ha potuto conoscere da vicino l’islam durante la sua permanenza come missionario nella Repubblica islamica del Gibuti, sottopone la fede maomettana ad una critica serrata e rigorosa, riccamente documentata e supportata da continue citazioni bibliche e coraniche, sullo sfondo di una Fede cattolica salda e coerente. Spinto dall’amore per la Verità, nel corso di lunghi anni di studio e di lavoro, egli si è premurato di scomporre nelle sue parti costitutive la pseudo religione islamica e, con i testi scritturali alla mano, dimostrarne in forma dialogica e interlocutoria – da cui il titolo dell’opera – l’assoluta inconsistenza e falsità, sul piano logico e su quello teologico, come pure, avvalendosi delle ultime scoperte della scienza, sul piano storico.

Copertina Amazon di Interrogare l'islam

Il libro è consigliato pertanto non solo ai cristiani, ma anche ai musulmani, in particolare a quelli tra di loro che non hanno rinunciato all’uso della ragione, dono di Dio Creatore a tutti gli esseri umani, e di conseguenza si interrogano sui frutti nefasti prodotti dalla loro fede nei Paesi islamici, dai quali essi stessi sono costretti a fuggire per venire ad abitare in terra cristiana, e che nel dubbio seguono il consiglio di Allah: «E se dubiti a proposito di ciò che abbiamo fatto scendere su di te, interroga coloro che già prima recitavano le Scritture» (Corano 10.94). Tutti gli uomini di buona volontà infine, credenti e non credenti, vi troveranno materiale abbondante per contribuire, se lo vogliono, ciascuno nel proprio ambito, alla battaglia culturale e spirituale in atto, che s’impone ogni giorno di più e che non possiamo far finta di non vedere, se vogliamo preservare la nostra civiltà e la nostra libertà dal grave pericolo di soccombere di fronte all’avanzata dell’islam. Salveremo così anche le nostre anime e quelle di tanti nostri fratelli in umanità, dei quali un giorno il Signore, nel Giudizio, sicuramente ci chiederà conto, perché noi abbiamo ricevuto il dono incommensurabile della vera Fede e siamo perciò corresponsabili della salvezza o della perdizione eterna di tante anime che tale dono, invece, non hanno ricevuto.

Carmela Cossa

 

Abbé Guy Pagès,

Interrogare l’islam. 1501 domande da porre ai musulmani

Youcanprint, 2016

Amazon, 2017

pp. 482, € 26,99

 

 

 

 

 

Gesù, Via Verità Vita

Articoli Recenti

Categorie

Tra cielo & terra

Traduci

Precisazione sugli Annunci pubblicitari

Si fa presente che gli annunci pubblicitari che compaiono in calce ai post qui pubblicati sono del tutto automatici e non modificabili. Questo blog precisa pertanto che intende dissociarsi nettamente da ogni contenuto in essi presentato che sia in contrasto con la Legge divina.

DMCA.com Protection Status