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La nuova chiesa di Santa Chiara-min

La pazienza di Dio di fronte alla Chiesa trans-cattolica fino a quando potrà ancora durare? Per quanto tempo il Dio infinitamente misericordioso e infinitamente giusto potrà ancora sopportare di vedere la Sua Presenza Eucaristica in mezzo a noi umiliata e accantonata come un oggetto inutile e il Suo insegnamento manipolato e distorto, con la conseguenza che milioni di anime continuano a cadere ogni giorno nell’Inferno come fiocchi di neve invernale, dopo che la Vergine Madre Santissima ha pianto lacrime di sangue addirittura nelle mani di un Vescovo e proprio alle porte di Roma?

Ogni Venerdì Santo, durante l’Adorazione della Croce, la Chiesa ci fa cantare l’inno che recita: “Popule meus, quid feci tibi? Aut in quo contristavi te? Responde mihi! Quia eduxi te de terra Ægypti: parasti Crucem Salvatori tuo! (Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho contristato? Dammi risposta Io ti ho guidato fuori dall’Egitto, e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore! etc”).

Il problema è che oggi coloro che preparano la Croce al Cristo non si trovano soltanto fra il popolo e i consacrati, come è sempre accaduto, ma si sono seduti in Cattedra nella Santa Chiesa di Dio per distruggerla dall’interno e, con essa, le famiglie e le anime dei fedeli che li ascoltano con l’ossequio dell’obbedienza che si deve alla Verità ma non all’autorità, quando quest’ultima si discosta dalla prima. Questi nuovi Pastori infatti, abusando della loro autorità in molti casi per una ignoranza inconcepibile e irremovibile, pretendono l’obbedienza per sé, mentre essi stessi rifiutano di obbedire all’insegnamento millenario della Chiesa, che ci è stato trasmesso incorrotto fino alla metà del secolo scorso, allorché la bufera scatenata dal Concilio Vaticano II ha mandato in frantumi la Chiesa, che ora essi vorrebbero ricostruire “Più Una”, mentre è già “Una Santa Cattolica Apostolica Romana” come si recita nel Credo, e vorrebbero farlo con le sole forze umane, senza la Verità di Cristo e la Sua Grazia, pensando di poter mettere assieme in un unico calderone, Dio e Satana, Verità e Menzogna, virtù e peccato.

Tabernacolo cn servizi-min

Nella nuova grande chiesa appena costruita in un quartiere periferico della città di Latina e, ironia della sorte, dedicata proprio a Santa Chiara, una Santa che si distinse in modo particolare per il culto al Santissimo Sacramento il quale salvò il convento dai maomettani nel 1243, ieri sera si è tenuta una omelia in cui si spiegava il motivo per cui il Tabernacolo, mezzo incastonato in una colonna di marmo di appena cinquanta cm di diametro ma di ben dodici quintali di peso, in modo da renderla inamovibile, era stato posto di lato; in realtà, è stato collocato non solo di lato, ma anche in un luogo dove continuamente transitano le persone che si recano nella cappellina laterale, in sacrestia o ai servizi (locati questi ultimi tra la sacrestia e l’altare maggiore), senza alcuna recinzione, senza il decoro, la dignità e il rispetto dovuti alla Maestà Infinita di Dio, come fosse un oggetto ingombrante e insignificante, davanti al quale quasi tutti – compresi Sacerdote e diaconi quando si recano in processione all’altare per l’ingresso solenne – passano senza un cenno di adorazione e al quale molti sono obbligati dalla disposizione dei banchi a voltare le spalle (1). Tutto ciò, in perfetta conformità con le indicazioni contenute nel Piano Massonico per la distruzione della Chiesa cattolica (qui), dimenticando che ogni chiesa è e deve essere innanzitutto la Casa di Dio e perciò deve essere costruita innanzitutto per Lui e poi, solo dopo, per i Sacerdoti e per i fedeli. Perciò Gesù Eucaristico, vero Capo del Suo Corpo Mistico, che è stato tolto dal centro dell’altare, e che subisce continue mancanze di rispetto sia volontarie che involontarie, dovrebbe ricevere adorazione e riparazione continue (qui).

Tabernacolo di Santa Chiara nuova-min

Il motivo – ha spiegato il Parroco – non è certo dovuto ad una mancanza di riguardo nei confronti dell’Eucarestia, ma all’insegnamento del Concilio Vaticano II, secondo il quale l’altare dove si trova il Sacerdote rappresenta il Capo e la sala dove si trova il popolo rappresenta le membra del Corpo Mistico di Cristo. Perciò – ha proseguito – non è un caso se questa chiesa è stata costruita in questo modo (una enorme sala circolare, con un tavolo quadrato in pietra che fa da altare, e sul lato sinistro per chi entra, senza alcun muro divisorio, un ambiente più piccolo per le Messe feriali, e il Tabernacolo collocato nello spazio di transito tra la sala grande e quella piccola). Noi tutti – ha continuato – siamo il Corpo Mistico di Cristo, e dobbiamo essere uniti e santi, una famiglia di famiglie, e tutte le nostre famiglie, anche quelle allargate, devono essere sante, e la santità non consiste certo nell’essere perfetti (però cfr. Mt 5.48), ma nel modo di relazionarci tra di noi. Accoglienza, perdono, pace e amore tra noi è perciò tutto quello che dobbiamo mettere in pratica e realizzare.

Una “santità” tutta umana, insomma, in cui la croce del combattimento spirituale svanisce per diventare solo un orpello, come quella dipinta sulla facciata del campanile, che nel contesto attuale non può non apparire come un segno evidente di dhimmitudine, e alla quale l’esempio della Santa Famiglia di Nazareth ha ben poco da insegnare. La Festa della Santa Famiglia diventa così solo un pretesto per l’esaltazione dell’uomo che pretende di farsi santo senza la fatica di compiere la Volontà di Dio, che consiste nel conoscerlo nella Sua Verità, amarlo e servirlo rispettando innanzitutto i Suoi Comandamenti con l’aiuto della Grazia santificante. Questa, infine, non è semplicemente l'”amore materno” che Dio manifesta verso tutti, bensì la Vita divina in noi che ci viene trasmessa attraverso i Sacramenti degnamente ricevuti e la preghiera, e in quanto tale non può in nessun modo coabitare con il peccato mortale, che appunto uccide l’anima privandola della Grazia. Senza di essa, nessuno può essere quindi santo, neppure se dovesse dare in dono ai poveri tutti i propri averi e se offrisse il proprio corpo per essere bruciato, come insegna san Paolo.

Santa Famiglia di Nazareth, prega per le nostre famiglie, fa che in esse fioriscano le tue stesse sante virtù e il tuo stesso amore per Dio e per il prossimo; aiutaci ad accogliere in esse il piccolo Gesù per ascoltarlo e amarlo, e crescere in santità e grazia insieme con Lui, per poter diventare con Lui il sale della Terra e la gioia e la gloria del Padre Celeste che ci ha creati, nel tempo e nell’eternità! Così sia.

Sanctus Deus, Sanctus Fortis, Sanctus Immortalis, miserere nobis!

 

Carmela Cossa

 

 

 

 

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(1) Sulla Chiesa visibile ridotta a struttura di peccato, cfr. L’isola di PatmosIn questa terribile notte buia

 

Gesù, Via Verità Vita

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