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La Santa Messa non è un “memoriale di allegria“, come recita Kiko Argüello in uno dei suoi canti, né il “memoriale della Morte e della Resurrezione del Signore“, come viene ripetuto in tutte le le celebrazioni liturgiche del Novus Ordo Missae. Essa è invece l’attuazione incruenta per noi, che in quel momento non eravamo presenti, del Santo Sacrificio cruento che si è compiuto una volta per tutte sul Calvario, Sacrificio di Sé stesso che il Signore Gesù ha offerto al Padre per espiare i peccati di quanti, in tutti i luoghi e in tutti i tempi, avrebbero accolto la Sua Parola e usufruito del Suo Sacrificio.

Oggi, purtroppo, la maggior parte delle anime sono state private di questa Grazia incommensurabile, a causa della perdita della Fede cattolica da parte di Roma, come già preannunciato a Fatima. I Sacerdoti creativi del Concilio Vaticano II, infatti, imbevuti come sono di eresie neo-ariane, luterane e moderniste, non solo strumentalizzano a loro piacimento il “memoriale“, buono per festeggiare qualsiasi evento con gli opportuni adattamenti, ma alcuni di loro dimostrano addirittura di aver perduto completamente la nozione di ciò che stanno celebrando quando, al momento dell’Offertorio, anziché dire: “Il Signore riceva questo mio e vostro Sacrificio”, dicono “il Signore riceva questo nostro Sacrificio”, rendendo così del tutto invalida la Santa Messa.

Questi Sacerdoti, che pur richiamati continuano imperterriti nella loro profanazione della Sacra Liturgia, non si rendono conto infatti che Dio non sa proprio cosa farsene del “nostro” sacrificio, ossia del sacrificio dell’assemblea, della quale ereticamente il Sacerdote si ritiene parte, perché a Lui, Dio Padre, interessa solo ed esclusivamente il Sacrificio di Suo Figlio, senza il quale non c’è redenzione e salvezza per nessuno. Sacrificio al quale i fedeli possono e devono ovviamente unire i loro piccoli sacrifici e sofferenze quotidiani. Quindi, questo significa che tali Sacerdoti non solo non capiscono più ciò che stanno facendo, ma non sanno nemmeno che loro, durante la Messa, stanno operando in persona Christi.  Cosa celebrano, allora? E’ evidente: un semplice memoriale, mezzo luterano e mezzo ebraico.

Grazie a Dio, però, la promessa di Gesù nel Vangelo non è venuta meno, ed esistono ancora santi Sacerdoti che non hanno smarrito la fede e che ci possono aiutare in questi tempi terribili di apostasia generalizzata e di pauroso delirio di onnipotenza da parte dell’uomo, che dappertutto, e in primo luogo in Vaticano, ha voluto mettere sé stesso al posto di Dio.

Quello che segue è un post tratto dal sito web dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, che ci aiuta a comprendere che cos’è la Liturgia cattolica, e con quanto rispetto e amore essa vada custodita, celebrata e tramandata alle generazioni venture.

 

L’ Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote celebra la liturgia tradizionale, la “Messa in latino” nella sua forma tradizionale, secondo i libri liturgici promulgati nel 1962 dal Beato Giovanni XXIII. Durante il suo pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha esortato i vescovi ad essere generosi nel permetterne la celebrazione. E’ con la sua benedizione che l’Istituto ha iniziato a celebrare la Messa tradizionale.

Forma Straordinaria del Rito Romano

Papa Benedetto XVI vuole che il tesoro della liturgia tradizionale, celebrato senza cambiamenti per secoli e secoli, sia preservato per tutte le generazioni. Seguendo le orme di Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI, con il suo fondamentale documento “Summorum Pontificum,” ha restituito a tutti i sacerdoti la libertà di celebrare nella “forma straordinaria” del rito romano.

La Messa Tradizionale in lingua latina era l’unica forma di celebrazione durante il Concilio Vaticano II. Di fatto, la maggior parte dei cambiamenti introdotti dalla riforma liturgica degli anni sessanta hanno avuto luogo negli anni successivi al Concilio. Il Concilio stesso non ha mai abolito la liturgia tradizionale, e il famoso documento sulla Liturgia della Chiesa, “Sacrosanctum Concilium,” menziona solo la possibilità di alcuni adattamenti, ma non ha mai richiesto il cambiamento di lingua, del rito o dell’intera Santa Messa.

E’ pertanto fortemente auspicabile che tutti i fedeli conoscano la liturgia tradizionale e possano comprendere il suo significato e la sua importanza per il futuro della Santa Madre Chiesa.

Fascino della Santa Messa, Liturgia celeste

Un numero sempre maggiore di giovani, che non hanno mai avuto precedente esperienza della profondità e bellezza della liturgia tradizionale, sono molto colpiti dal loro primo contatto con essa, e chiedono dappertutto di poterne usufruire in modo più ampio. E’ molto convincente osservare come gli apostolati dell’Istituto, così come quelli delle altre comunità dove è celebrata la Messa tradizionale, siano frequentati da famiglie giovani e da ragazzi. Tutti sono attratti dalla forza intrinseca della tradizione. E’ scopo dell’Istituto dare a quante più persone sia possibile l’opportunità di conoscere la Liturgia tradizionale della Chiesa, perché le persone hanno concreta esperienza del fatto che essa rafforza la loro fede, le aiuta nella lotta per vivere in modo cristiano nel mondo d’oggi, e le rende sempre più unite alla Chiesa e al Santo Padre.

Il fondatore dell’Istituto, Monsignor Gilles Wach, sottolinea spesso che il Santo Sacrificio della Messa è come un diamante che ha bisogno di un luogo degno e bello per mostrare ancor meglio il suo valore e il suo splendore. Per questo motivo, l’Istituto inserisce il Santo Sacrificio nell’insegnamento cattolico perfettamente tradizionale e nella più grande bellezza e solennità del rito. La verità, la liturgia e la carità devono fondersi in un’armonia sempre più grande per rendere evidente il potere sacramentale e le ricchezze della Grazia presenti nella Santa Messa. Cerchiamo di integrare ovunque questi elementi, sì che la celebrazione della Liturgia Tradizionale divenga il punto più alto di ciò che i nostri sacerdoti e i fedeli vivono attraverso il loro impegno nella Fede Cattolica.

Parole, gesti e dettagli

Il momento della Consacrazione, ove prende luogo il mistero della Transustanziazione, è come la vetta di una montagna mistica, dalla quale le correnti del Paradiso scorrono nella nostra vita quotidiana. Certamente, bisogna scendere da questa vetta, ma l’acqua della Grazia divina che ci ha toccato in questo momento rinfrescherà durante la giornata il corpo e l’anima. La nostra relazione con Dio è profondamente connessa alla presenza del nostro Salvatore nella Santa Eucarestia, resa possibile attraverso la Santa Messa e ricevuta con riverenza durante la Comunione. In un rapporto umano, ogni parola, ogni gesto, ogni dettaglio è importante — quanto di più lo sono nel nostro rapporto con Dio! Pertanto, per rendere sicuro questo rapporto, dal quale dipende la nostra vita e la nostra salvezza, la Chiesa ha sempre avuto la massima cura delle parole, dei gesti e dei dettagli della Sacra Liturgia.

Nessuno metterebbe a rischio il proprio contatto con l’Onnipotente per colpa di un comportamento casuale o di una gratuita e volontaria modificazione delle parole e dei gesti che stabiliscono, secondo la volontà divina, questa relazione. Al contrario, Dio stesso, attraverso il potere dello Spirito Santo, ha istituito la Sacra Eucaristia , in modo tale che, anche dopo 2000 anni, possiamo essere sicuri della Sua Divina Presenza se facciamo ciò che la Chiesa fa e ha sempre fatto. La Liturgia, sotto l’influenza dello Spirito Santo, ha sviluppato quelle parole, quei gesti e quei dettagli che Dio stesso ha ritenuto degni di esprimere il giusto modo di adorazione a Lui dovuta. Nessuno può permettersi di cambiare queste rubriche e queste formule a suo piacimento. Più siamo fedeli alla liturgia cresciuta sotto l’influenza dello Spirito Onnipotente di Dio per secoli e celebrate dalla Chiesa per molto più di mille anni, più saremo fedeli alla Chiesa stessa e adoreremo con Essa la presenza di Nostro Signore, la cui Gloria costituisce la nostra Redenzione.

Amorevole cura delle rubriche

I sacerdoti del nostro Istituto sono pienamente consapevoli del fatto che i riti della Messa, nati dalla tradizione liturgica, e ispirati dalla grazia dello Spirito Santo, devono essere osservati con cura amorevole se vogliamo mantenere intatto il Tesoro della Fede Cattolica. Il famoso detto che afferma “la legge della preghiera è la legge della fede” (lex orandi, lex credendi) conferisce una grande importanza alla corretta e attenta celebrazione della liturgia. Colui che cambia le parole o i gesti della liturgia mette in pericolo la fede di coloro per i quali celebra, e diviene responsabile della diminuita integrità della loro convinzione.

Non è importante soltanto la cerimonia in sé, con le sue belle rubriche, la degna lingua latina, la profonda espressione della verità teologica, ma anche altri dettagli, quando si tratta di far capire a tutti come sia importante la liturgia per la nostra vita. Le vesti, gli ornamenti dell’altare, i candelieri, le ampolline, le vesti dei chierichetti – tutti questi e altri oggetti usati durante la celebrazione devono mostrare che ci preoccupiamo di dare al Signore solo le cose più belle che abbiamo. Per questo motivo, l’arte cristiana nelle sue espressioni migliori gioca un ruolo significativo nei misteri liturgici.

Arte per la Liturgia

Nei secoli sono state sviluppate così tante capacità, per rendere bella la Messa e belli gli oggetti usati durante il Santo Sacrificio. La scultura, la doratura, la pittura, il ricamo, il cucito, la tessitura e molte altre arti sono state sviluppate al livello di perfezione grazie alle necessità della Liturgia, e sono attualmente in pericolo di scomparsa per l’assenza di tali necessità. Le belle arti applicate alla Liturgia costituiscono un’altra delle espressioni della visibile e tangibile venerazione necessaria all’uomo per dar gloria a Dio. Poiché non abbiamo solo un’anima, ma anche un corpo, dobbiamo mostrare la nostra devozione a Dio con entrambi gli elementi del nostro essere. Dovrebbe essere chiaro a tutti che è impossibile pretendere di venerare Dio con tutta la nostra forza se non comprendiamo in tale venerazione quei talenti e capacità che Egli ci ha dato per trasformare la natura in arte.

Nei secoli, la Liturgia ha usato differenti stili di arte ecclesiastica, dal Romanico al Gotico, al Barocco, al Neoclassico. Questi stili sono molto diversi fra loro, ma utilizzano alcuni immutabili principi di bellezza idonei a servire per l’adorazione dovuta all’Onnipotente. E’ perfettamente accettabile usare oggi questi stili, specialmente perché è raro trovare qualcosa in grado di rimpiazzarli. Non è facile creare una collocazione appropriata per il più grande dei misteri esistenti sulla terra, la Messa, ma vale la pena spendere molte energie nello sforzo di farlo, perché allora le grazie del Sacrificio del Signore scorreranno in modo ancor più ricco nei nostri cuori.

La Sacra Liturgia, cammino verso Dio

Nostro Signore ci ha lasciato la Sacra Liturgia per assicurarci che possiamo rimanere in contatto con Lui. E’ stata da sempre primaria finalità della Chiesa portare quante più persone possibile alla celebrazione liturgica del Sacrificio di Nostro Signore. In effetti, potremmo dire che l’unica finalità della Chiesa è mettere le persone in contatto con il Signore attraverso la celebrazione dei Sacramenti, in particolare attraverso la Santa Messa. E’ il centro della Chiesa, e allo stesso tempo, il suo nutrimento, la sua protezione e la sua meta, perché al suo interno vi è il Signore. Cosa potremmo fare di più, se non adoperarci con tutte le nostre forze per rendere chiaro a tutti e a ciascuno che senza assistere a questa sacra celebrazione diviene difficilissimo, se non impossibile, stare con il Signore? Pertanto, l’Istituto vive per la Liturgia, che è la fonte di tutto il resto, quando si tratta della Fede. Le questioni liturgiche non sono dettagli secondari, ma sono e sono sempre state una delle principali preoccupazioni della Santa Madre Chiesa. Se non fosse per la Liturgia, molti non avrebbero mai incontrato il Signore. E’ un compito degno e uno scopo altissimo mantenere la pienezza della tradizione liturgica, per salvaguardare il significato dei suoi gesti mistici e difendere il diritto di fare oggi ciò che la Chiesa ha sempre fatto. In totale obbedienza alla Santa Madre Chiesa l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote è fiero e felice di servire Nostro Signore, presente nei Sacri misteri della Liturgia, e consacrare tutta l’energia dei suoi membri a questo decisivo apostolato liturgico.

Questa cura della Liturgia include l’attenzione a uno stile di vita veramente cattolico e all’integrità della tradizione Cattolica. Non è fine a se stessa, ma ci guida verso Colui che è l’inizio e la fine di tutto: Nostro Signore Gesù Cristo.

 

Fonte:  http://www.icrss.it/info/la-sacra-liturgia-romana/

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